Lessico con Situation Presentation
L’uso di brevi storie e situazioni drammatizzate per presentare il lessico

La presentazione di una situazione concreta, ma anche accattivante, è il modo più efficace per lavorare con lessico (e lingua in generale) nei divelli linguistici più disparati. Siamo già abituati come insegnanti a presentare un lessico selezionato, specifico e collegato al tema da affrontare in classe, su cui poi lavoriamo per un periodo, fino ad interiorizzarlo con i nostri piccoli studenti e le nostre piccole studentesse. La metodologia didattica situation presentation, anche nota come PPP (present, practice, production) si basa su questa modalità efficace di apprendimento, scegliendo però, una situazione reale, significativa, spesso anche un po’ comica, per incuriosire il gruppo e portarlo, attraverso vari step graduali, a scoprire la lingua di riferimento. La differenza con altri approcci, come per esempio lo storytelling, è che la lingua è completamente nuova per bambini e bambine prima di iniziare a presentare la situazione esempio. Non c’è quindi una fase introduttiva, ma la situazione stessa si fa da tramite per avvicinare ad un argomento nuovo.
Esploriamo insieme il ppp insieme con le wh!
Who: l’insegnante propone una situazione (si consiglia un po’ buffa) che narra ai suoi studenti, con (molto!) supporto visivo e supporto gestuale, senza aver mai introdotto la lingua di riferimento prima. Inizia a lanciare uno stimolo che crei curiosità, come un’immagine da cui può raccogliere qualche supposizione, oppure un suono, oppure ancora un breve motivetto.
What: la situazione presentata può essere un breve racconto, ma non deve necessariamente essere un libro o un albo, e nemmeno una storia complessa. Potrebbe essere proprio una piccola situazione inventata dall’insegnante sulla base dei bisogni rilevati. La situazione conterrà sicuramente la lingua nuova, sconosciuta, su cui l’insegnante desidera lavorare, ma deve anche essere comprensibile per la classe, quindi bilanciando lingua nuova a lingua conosciuta.
How: la presentazione contenendo elementi linguistici non introdotti precedentemente deve intrattenere e risultare comprensibile, quindi è necessario un supporto visivo solido, oppure una drammatizzazione da parte dell’insegnante. Durante l’ascolto i bambini devono fare qualcosa di specifico per rintracciare la lingua: non è un ascolto passivo. Per esempio: ascolta e tocca l’immagine, ascolta e riordina, ascolta e batti le mani ecc..
When: la metodologia ppp prevede la presentazione della situazione prima ancora che la lingua target venga approfondita, sarà la storia a portare i bambini e le bambine alla lingua di riferimento. In seguito, nelle fasi di practice e produce, si potrà lavorare con la lingua con attività comunicative ed esercizi mirati.
Why: i benefici del metodo sono molteplici. In questo caso la lingua è reale e divertente, intrattiene e incuriosisce, spinge alla scoperta e alla ricerca di strategie di comprensione del significato globale, e di ricerca linguistica anche senza la completa comprensione. Inoltre, una situazione, anche semplice, ma creata sui bisogni specifici della classe, diventa parte dell’immaginario collettivo, un’esperienza condivisa che rende l’apprendimento più significativo e supporta la memorizzazione.
Un piccolo esempio di mini storia o situazione da proporre:
Per introdurre il lessico relativo alle emozioni, inizia in classe utilizzando le tue dita come agganciante di attenzione. Proponi dei piccoli giochi con le dita (come le mille versioni di Five Fingers), una volta ottenuta la curiosità e la concentrazione giusta, utilizza i due indici come personaggi della storia. Inscena un breve dialogo di questo tipo, molto ripetitivo:
“Would you like a sandwich?”
“No, thank you! I’m too sleepy.”
Nascondi le dita e poi ritirale fuori
“Would you like a sandwich?”
“No, I’m too angry!”
Così via finché:
“Would you like a sandwich?”
“Yes, please! I’m so hungry!”
Le dita e i loro movimenti suggeriranno il lessico, accompagnandolo a suoni e mimica, ma si può preparare altrimenti una presentazione digitale, in cui, per esempio un personaggio di pagina in pagina scopre qualcosa di diverso.
Insomma, gli unici ingredienti? Deve trattarsi di una storia divertente, anche magari improbabile, e memorabile, oltre che presentare una struttura ripetitiva.




