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Are you paying attention?

Gestire il tempo di attenzione durante la lezione di inglese: pause attive e breakers in lingua.

| Denise Furlan | , | Tempo di lettura: 3 min.
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La lezione di inglese è composta da diversi momenti che permettono di coinvolgere attivamente gli studenti e le studentesse nell’apprendimento e nell’utilizzo della lingua. Durante la programmazione delle attività è fondamentale considerare i tempi di attenzione del gruppo classe, in modo che ogni proposta diventi un’opportunità spendibile ed efficace.

Il tempo, si sa, sembra sempre sfuggire via: tra una ricreazione e l’altra, tra un progetto e un’uscita didattica, sembra che non ci sia mai abbastanza spazio. Perché allora non provare a evitare la corsa contro il tempo, per spostarsi ad una visione dinamica del tempo in classe?

La lingua ben si presta a scambi anche veloci, in cui l’obiettivo deve essere chiaro e diretto (Un’attività di speaking? Un momento di ascolto?). Questo ricalca la naturalità della comunicazione, che consiste nel costruire atti di scambio continui con i “mattoncini linguistici” dati a disposizione. 

Tra un’attività e l’altra, è fondamentale inserire quelli che possiamo chiamare breakers o pause attive. Tutti abbiamo bisogno di una pausa, ma, in ugual modo, quel tempo in classe che è sempre limitato e prezioso, può essere sfruttato in modo utile e stimolante, proprio grazie alle pause attive. Una pausa attiva non è solo un momento di distensione, ma una piccola attività che aiuta bambine e bambini a:

  • Incanalare l’attenzione
  • Ritrovare un momento di tranquillità e silenzio
  • Soddisfare la necessità di muoversi.

E tutto questo avviene però all’interno dell’ambito didattico che stiamo approfondendo, trasformando la pausa stessa in un’ulteriore occasione di apprendimento.

Considerando la diversità delle intelligenze e degli stili di apprendimento degli studenti, è auspicabile proporre una lezione di lingua che permetta di accedere al codice linguistico attraverso vari canali: visivo, uditivo, motorio, relazionale… E le pause attive non fanno eccezione!

Ecco qualche esempio di pausa attiva, in un elenco vario tra cui scegliere:

  • I SPY WITH MY LITTLE EYE: un gioco di speaking in cui un bambino descrive un oggetto che sta osservando e gli altri cercano di indovinare;
  • TOUCH YOUR: semplice, ma sempre efficace giocare con il nostro corpo e gli oggetti attorno a noi. L’insegnante chiede di toccare un oggetto o una parte del proprio corpo e i bambini (magari a turno) svolgono;
  • SIMON SAYS: classico intramontabile per stare in movimento e concentrarsi!
  • CLAPPING ACTIVITIES: numerose filastrocche con l’uso delle mani, tramandate da insegnante a insegnante, che richiamano l’attenzione e offrono un momento di pausa. (Ad esempio: “Five fingers”);
  • ACTION SONGS: canzoni tradizionali del mondo anglosassone, perfette per essere utilizzate come pause attive. “Five little ducks” è un esempio in cui i bambini, a turno, interpretano le paperelle mentre il gruppo canta;
  • CHAIN QUESTIONS: domande e risposte a catena (anche in stile “telefono senza fili”), che permettono di ripassare strutture linguistiche e vocabolario in modo divertente e ordinato;
  • VIRTUAL BALL: i bambini si passano una palla immaginaria e, quando l’insegnante dice “stop”, chi ha ricevuto la palla risponde a una domanda;
  • INVISIBLE ROLE PLAY: l’insegnante propone un oggetto invisibile (ad esempio, una corona) e chiede ai bambini di eseguire azioni utilizzandolo (es: put in on your head, clean it, put it down…).

Varietà e dinamicità come parole chiave per la lezione di inglese, ma qualcosa che rimane in maniera invariata e costante c’è: la fantasia – sempre protagonista! Gli argomenti trattati e molti altri approfondimenti sono esplorati nei volumi Hello World e Super Friends editi da Celtic Publishing.

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