Passa al contenuto principale

Il tempo dell’estate, il tempo delle opportunità

Come portare la lingua inglese in vacanza

| Denise Furlan | , | Tempo di lettura: 5 min.
Condividi

L’estate è alle porte e, tra campanelle scalpitanti, manine sudate e zaini sbatacchianti le scuole si svuotano del proprio chiacchiericcio. Le biciclette pronte a essere cavalcate, i gelati che si sciolgono troppo in fretta e i lunghi pomeriggi di sole portano con sé il pensiero che bambine e i bambini torneranno tra i banchi di scuola a settembre più sorridenti, più abbronzati e incredibilmente cresciuti, come ogni anno. E noi insegnanti, con lo sguardo attento di chi prova ogni giorno a leggere tra le righe dei bisogni più veri, ci ritroviamo a riflettere su cosa sia giusto rispondere a quegli occhi curiosi che, sotto le frangette sudate, ci chiedono: “Maestra, ma ci dai i compiti per le vacanze?

E oggi io, come insegnante, cercherò di rispondere in queste righe, più o meno come ho risposto a loro.

L’estate è un’opportunità.

Un’opportunità di crescita, cambiamento e scoperta. Un’opportunità per prendere i pezzetti che sono stati costruiti insieme durante l’anno scolastico e ricomporli in modo nuovo. Se la scuola fornisce strumenti utili da poter usare ogni giorno, portarseli in vacanza è quasi naturale. E così quel menù in inglese in una località di vacanza ricorderà l’attività di role-play al ristorante, quella canzone cantata in classe che riaffiora alla memoria mentre si gioca in spiaggia diventerà un modo per interagire con un bambino appena conosciuto,ed è proprio in queste piccolezze, che poi piccolezze non sono, che una bambina e un bambino sente che sta diventando grande, raccogliendo gli insegnamenti per farli diventare qualcosa di spendibile e reale.

Il dibattito compiti-non compiti delle vacanze è sempre molto acceso. A me non piace parlare di “compiti”. A me piace, come dicevo prima, parlare di “opportunità”. Ogni bambino è diverso, con le proprie esigenze, la propria famiglia, le proprie avventure fuori dalla scuola.
Noi insegnanti, in classe, li aiutiamo a preparare lo zaino, ma sappiamo che la valigia per le vacanze sarà preparata senza di noi. E perché non fornire alcune possibilità, anche per non dimenticare la lingua inglese, per riempirla?
Ecco le due occasioni che potrebbero riempire le valigie linguistiche dei nostri piccoli alunni:

  • Ascolti attivi – soprattutto per i più piccini l’ascolto è la chiave per aprire numerose porte alla lingua inglese e lo è stato per tutto l’anno scolastico. Il primo modo per conoscere un suono nuovo. La curiosità. L’imitazione giocosa e poi man mano più consapevole. Mantenere attivo l’ascolto può essere più semplice per chi viaggia e ha contatti frequenti con la lingua, ma è auspicabile che non si riduca all’ascolto passivo di canzoni online per chi, invece, queste possibilità le incontra più di rado. Fornire un accesso all’ascolto sicuro, adatto all’età e facilmente fruibile è una priorità. I miei consigli sono: creare una lista di QR code da scannerizzare in cui inserire video, canzoni, audio letture e materiali rilevanti per il bambino/a, che riporti ad attività svolte durante l’anno scolastico. Inoltre, entra in gioco qui anche il famoso libro delle vacanze che, come ho spiegato in aula, diventa un fedele alleato per ascoltare sonorità, parole, discorsi e racconti. Il libro “Hello Summer” di Celtic Publishing è estremamente adatto a questo scopo, con un comodo QR code che rende le pagine accessibili, inclusive e divertenti. Le attività proposte sono un po’ come accennavamo prima, inoltre, attività da mettere in valigia: cruciverba, indovinelli, ricette da svolgere con la famiglia e giochi da provare con nuovi amici di ombrellone. Per il passaggio alla secondaria, a queste e altre esigenze risponde invece “Hello Secondary”, libro accessibile anche in digitale, che permette di ascoltare parole ed espressioni in lingua, raccoglierle nelle pagine e metterle in pratica con semplici esercizi, diventando anche un compendio utile per portare la propria valigia anche in viaggio verso una nuova scuola.
  • Letture graduate – ogni bambina e bambino è alla ricerca di storie. Una delle modalità più vere che abbiamo per esprimerci è il raccontare, che attiva anche numerosi aspetti dell’intelligenza emotiva e, che per questo, più facilmente rimane nella nostra memoria. Una buona storia, però, soprattutto in lingua, è attenta a linguaggio, grafica, modalità di trasmissione e contenuti. Deve essere abbastanza semplice da coinvolgere, ma non troppo per non essere noiosa. Abbastanza interessante e innovativa per incuriosire, ma deve anche saper riportare a “casa”, dove ci sentiamo sicuri. Deve usare parole che già conosciamo, ma anche parole nuove che possiamo imparare. E deve saperci divertire. Trovare tutto questo può sembrare un’impresa, ma per fortuna anche qui c’è Celtic Publishing, con la sua raccolta di Smart Readers. Gli Smart Readers sono piccoli libri di lettura in cinque livelli per la Scuola Primaria e la Scuola Secondaria di primo grado. Raccolgono storie che incontrano i gusti e gli interessi dei bambini e delle bambine, fiabe conosciute, grandi classici ma anche storie nuove, originali ed entusiasmanti. Raccontano storie in un inglese graduato, che dona la gioia di riuscire a leggere, di sentirsi capaci, insieme alla possibilità di imparare qualcosa di nuovo, sia a livello linguistico che culturale. Il tutto corredato da ascolti accessibili con facilità in modalità digitale.

In questo modo non abbiamo dato compiti, abbiamo dato a tutti una possibilità, un’idea, piantato un semino. Così che ognuno abbia il suo modo di germogliare in libertà.

Condividi questo articolo:


Ultimi articoli


One-Two-Three, listen… please!
Scritto da Denise Furlan |
| ,
Speaking ideas
Scritto da Denise Furlan |
| ,
Are you paying attention?
Scritto da Denise Furlan |
| ,
Strategie di Role Play nella lezione di inglese 
Scritto da Denise Furlan |
| ,
Il tempo dell’estate, il tempo delle opportunità
Scritto da Denise Furlan |
| ,
Let’s CLlL with Hello World!
Scritto da Denise Furlan |
| ,