Strategie di Role Play nella lezione di inglese
Idee per comunicare attraverso la recitazione

“Put yourself into someone else’s shoes”, in inglese, letteralmente “mettersi nelle scarpe di qualcun altro”: è questo il modo di dire che ci permetterà oggi di iniziare a parlare di role playin classe. Un invito ad uscire da sé per abitare i panni dell’altro: è proprio qui che comincia la magia.
L’esperienza dell’immedesimazione popola i racconti per i bambini, i loro giochi e le avventure con cui si raccontano l’un l’altro.
Uno dei criteri più importanti per scegliere le attività in lingua da proporre ai nostri alunni è proprio il grado di coinvolgimento emotivo e di immedesimazione che riescono a generare.
Dopotutto, imparare una lingua è sempre un’esperienza di immedesimazione: significa superare barriere, scoprire il diverso, ma anche riconoscersi nelle esperienze universali dell’umanità, l’andare a scuola, l’avere una famiglia, il gioco, condividere il momento del pranzo e così via.
Il gioco del “facciamo finta” è un bisogno profondo di ogni bambina e bambino: è il loro modo di interpretare, comprendere e fare propria la realtà.
Fare role play in classe significa proprio proporre situazioni di apprendimento linguistico situato in cui, attraverso un setting, qualche oggetto di scena e semplici battute, spesso ripetitive, i bambini diventano attori in un teatro speciale: la loro aula. Un palcoscenico protetto, dove si apprende con leggerezza, senza pressione, ma con tanto divertimento.
In questo contesto privo di giudizio, il role play favorisce:
- la motivazione intrinseca all’apprendimento;
- la riduzione dell’ansia da prestazione nello speaking;
- l’apertura anche degli studenti più riservati;
- la memorizzazione naturale attraverso l’immedesimazione;
- la scoperta del mondo attraverso l’esperienza diretta.
Le possibilità per l’utilizzo del role play inoltre sono le più svariate e proprio per questo è davvero una strategia didattica molto spendibile perché concede di lavorare sulla functional language, ovvero quell’insieme di lessico ed espressioni funzionali, appunto, all’espletamento di un atto comunicativo in una determinata situazione. Alcuni esempi: l’aeroporto, il ristorante, il dottore, e così via!
Spesso si crede erroneamente che il role play sia adatto ai ragazzi e alle ragazze più grandi, pensando ad una sorta di recita con copione, ma scopriremo che non è così e che i più bravi a “mettersi nei panni dell’altro” sono proprio i più piccoli (anche senza troppe risorse linguistiche, se con proposte opportune!).
Esploriamo insieme alcune idee ed attività.
MIMING
Il role play non deve necessariamente includere lo speaking. A volte è il corpo a parlare. In questo tipo di attività i bambini ascoltano l’insegnante e mimano le azioni, imparando vocaboli e strutture in modo attivo.
Scegli un tema — ad esempio le parti del corpo — e inventa personaggi fantasiosi, come mostri bizzarri, che i bambini interpreteranno. Es. I’m a tall, tall monster. I am fat and I have big eyes. I have one leg and I jump around.
STILL IMAGES
Una tecnica presa in prestito dal teatro. I bambini si fermano in una posa, diventando immagini viventi che raccontano una scena. Un esempio: un tavolo e due sedie diventano un ristorante. Due bambini restano immobili nei ruoli di clienti e cameriera. Il resto della classe, guidato da te, dà voce alla scena con mini-dialoghi. È un’attività ideale per introdurre la recitazione in modo semplice e sicuro: l’ambiente è silenzioso, il tempo è dilatato, la lingua si interiorizza senza fretta.
MNGLING DIALOGUES
Un’attività dinamica e divertente. Dopo aver praticato un mini-dialogo (es. Hello, how are you? – I’m happy. And you? – I’m hungry!) invita i bambini a muoversi per l’aula e a ripetere il dialogo ogni volta che incontrano un compagno. La ripetizione rafforza sicurezza e memorizzazione.
Puoi arricchire l’attività con delle role play cards: piccole carte con disegni o parole-guida.
Una faccina sorridente? Il bambino dirà “I’m happy!”
Una faccina affamata? “I’m hungry!”
MULTIPURPOSE SPOON
Un cucchiaio? Sì, proprio lui!
Può diventare ogni giorno qualcosa di diverso: un microfono per dare le previsioni del tempo, una bacchetta magica per “attivare” l’inglese, una chiave per entrare in una storia. Con i più piccoli, la fantasia è la risorsa più potente che abbiamo. E basta davvero poco per attivarla.
RHYME STORY
Lo speaking può diventare… musica! Esiste un intero repertorio di rhymes, chants e storie cantate in lingua inglese, ma puoi anche crearne tu con grande facilità. Prendiamo per esempio la semplice rhyme: “Five Little Monkeys”, dove i bambini potranno immedesimarsi nelle scimmiette e rappresentarle con semplici azioni durante la storia.
Proponi una canzone o storia ritmata, ripetila più volte e lascia che i bambini diventino attori che accompagnano il racconto. Dopo poco, inizieranno a ripetere da soli. E senza accorgersene, non stanno solo facendo speaking, ma anche storytelling.
Quando la prossima volta vorremo proporre un’attività di immedesimazione e role play e ci verrà da pensare che il livello dei nostri bambini sia troppo basso per recitare ricordiamoci che
“Drama is not only about the product, but part of the process of language learning. It allows children to own the simple and mechanical language they use by involving their personalities.” (Sarah Philips)
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Denise Furlan
View all postsInsegnante di lingua inglese alla Scuola Primaria e formatrice specialista in TEFL





