Let’s CLlL with Hello World!
Il CLIL nella didattica di ogni giorno

Se in ogni unità di apprendimento che portiamo in classe ci fosse l’idea di donare ai bambini un pezzetto del loro mondo, se pensassimo che la lingua che stiamo insegnando possa essere in qualche modo utile nella vita di tutti i giorni, interconnessa con altro, saremmo già un passo più vicini a fare CLIL.
Si parla molto di CLIL (Content and Language Integrated Learning) recentemente e, seppur tutte le insegnanti e gli insegnanti ne conoscano il significato, è ancora radicata la convinzione che la lezione di CLIL debba essere qualcosa di insolito, frutto di un progetto particolare, ancora ben lontano da essere integrato nella didattica di ogni giorno. Tuttavia, la lingua deve essere, quanto più possibile, legata e collegata ad aspetti della vita quotidiana e al piccolo universo che i bambini stanno costruendo passo dopo passo, lezione dopo lezione. Nella Scuola Primaria l’intersecarsi armonico degli apprendimenti nelle diverse discipline concorre allo sviluppo e alla crescita globale dei bambini e delle bambine. Proprio per questa ragione è anche l’ambiente ideale per sperimentare la metodologia CLIL.
Ma se non si tratta solo di progetti circoscritti, a cosa ci riferiamo esattamente con il termine CLIL?
Coyle, Hood & Marsh (2010):lo definiscono così:
“CLIL is about using language to learn and learning to use language.”
La visione del CLIL che dovremmo prendere in considerazione è quella di una lingua che viene circoscritta e adattata per trattare argomenti a misura di bambino e vicini al loro interesse, anche se questo tocca aspetti inerenti altre discipline. Il CLIL potrebbe diventare con semplicità un ampliamento della didattica dell’inglese, accompagnando le lezioni di lessico e di sviluppo di competenze di listening, speaking, reading and writing. Una lingua, riprendendo la citazione, da usare per imparare e imparare per usare, demolendo, appunto, i confini tra una disciplina e l’altra.
In questa modalità “Hello World”, dalla classe prima alla quinta, conduce i bambini e le bambine per mano all’interno di un inglese comunicativo e spendibile, che parla a loro e di loro. Ogni unità di apprendimento è collegata alla disciplina di riferimento, che verrà poi approfondita in pagine CLIL dedicate, in un percorso ampio e unico, facendo acquisire nuove conoscenze in altri campi del sapere e creando occasioni di uso reale della lingua attraverso un approccio multidisciplinare e multiculturale. “Hello World” abitua all’idea che le discipline siano tutte collegate e che l’inglese, sempre più, si ritrovi in ogni ambito della nostra vita, basti pensare al mondo dei media, ma anche allo sport e all’informatica.
Ricordiamo che, perché la lingua venga adeguatamente estrapolata dal contesto e poi interiorizzata, è bene tenere a mente le varie fasi del CLIL, definite da Coyle:
- attivazione delle conoscenze pregresse (Warm-up / Pre-task);
- introduzione dei contenuti (Input);
- interazione e comunicazione (Processing);
- produzione e rielaborazione (Output);
- riflessione e valutazione (Review & Assessment).
Le proposte di CLIL di “Hello World” guidano l’insegnante nella progettazione di attività che garantiscano un’esperienza autentica e completa. Partono dalle basi dell’apprendimento linguistico con attività guidate che introducono e aiutano a usare nuovo lessico, propongono input adeguati e legati a vari mediatori (iconici, uditivi…) come video stimolanti a misura di bambino o immagini acchiappa-curiosità. Arrivano, in seguito, ad attività mani in pasta, (o lingua in pasta!), attraverso le quasi l’inglese viene messo in pratica con attività ludiche e spendibili. Dall’arte con le forme matematiche, alla creazione di mappe geografiche, al facial painting assieme a Cleopatra… il mondo è tutto da scoprire… let’s go!
Citazione da: Coyle, D., Hood, P., & Marsh, D. (2010). CLIL: Content and Language Integrated Learning. Cambridge University Press.
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Denise Furlan
View all postsInsegnante di lingua inglese alla Scuola Primaria e formatrice specialista in TEFL





