One-Two-Three, listen… please!
Come rendere l’ascolto un’esperienza significativa e autentica

L’udito è il primo dei cinque sensi che si sviluppa, addirittura prima ancora della nascita, e il listening è, di conseguenza, la prima language skill che anche durante l’apprendimento di una lingua seconda si può attivare e praticare, anche in classe.
In fondo, tutto ciò che ci circonda produce stimoli uditivi: è attraverso di essi che iniziamo a conoscere la realtà. Proviamo per un momento a stare in silenzio; scopriremo quanti suoni ci avvolgono. E, quasi automaticamente, ci renderemo conto di quanto spesso filtriamo ciò che sentiamo, eliminando gli stimoli superflui per concentrarci su ciò che davvero ci serve.
Questo processo avviene anche tra i banchi di scuola, durante la nostra lezione di lingua, in cui spesso come docenti dimentichiamo che tra gli elementi linguistici a cui noi decidiamo di esporre gli studenti (lessico, indicazioni, istruzioni, ecc…) ci sono anche una serie di elementi che gli alunni devono discriminare, eliminare o filtrare, per indirizzare l’ascolto.
Nell’esperienza linguistica stessa, mentre noi stiamo per esempio leggendo una storia in L2, ci sono parole che desideriamo che i nostri alunni acquisiscano e memorizzino (target language) ed elementi di contorno che invece possono essere ignorati (parole che non sono indispensabili per la comprensione, commenti dei compagni, disturbo generale dell’ascolto da parte dell’ambiente…).
È quindi utile considerare e spiegare agli alunni la differenza tra hear e listen. Riporto un esempio che può essere d’aiuto per produrre una riflessione per l’adulto, ma può essere anche condiviso in classe per condurre gli studenti a modalità adeguate di approcciarsi al listening.
Alla stazione dei treni l’altoparlante ci sommerge di informazioni con la voce meccanica che attiva istantaneamente l’emozione di un viaggio in procinto di iniziare. Annunciando le destinazioni e gli orari ci fa conoscere tutti i movimenti dei treni della giornata. Noi viaggiatori, tuttavia sentiremo tutti gli annunci, ma ascolteremo davvero solo l’annuncio che riguarda la destinazione che ci interessa. Solo così arriveremo all’obiettivo, lasciandoci alle spalle informazioni inutili.
In classe dobbiamo ricordare ai nostri bambini la differenza tra ascoltare e sentire, e che la nostra attenzione va veicolata, che non è necessario capire tutto, ma capire quel che ci serve. Tutto ciò è possibile solo se nelle nostre lezioni creiamo attività di listening mirate a sviluppare queste abilità, queste sub skills.
Ecco qualche semplice esempio.
Listening for gist
Allenare la capacità di cogliere il senso generale è fondamentale, ma spesso trascurato. Il primo ascolto può essere dedicato proprio a questo, con un compito chiaro:
- Ascolta e scegli il tema (ex. animals, food, sports – di cosa parlava l’audio?);
- Ascolta e scegli le parole (ascolto generico di fronte a varie parole sul banco – scelgo quelle che hanno a che fare con l’ascolto in questione);
- Scegli l’immagine corretta (ascolta e seleziona quel che più rappresenta il senso generale dell’audio ascoltato).
Listening for specific information
Per quanto riguarda l’ascolto specifico, invece, l’obiettivo è che gli alunni ascoltino e comprendano parole o frasi specifiche del testo.
Ricordiamo tre regole principali.
- Condividiamo con loro questo obiettivo, tranquillizzandoli sul fatto che non serve comprendere tutto;
- Definiamo prima l’attività che dovranno svolgere durante l’ascolto, in modo che ascoltino con l’obiettivo ben chiaro (ascolta e riordina, ascolta e solleva la flashcard, ascolta e indica, ascolta e traccia il percorso…);
- Creiamo delle routine per i momenti di ascolto con delle filastrocche che supportino nelle indicazioni in inglese, attraversando le varie fasi (gist, specific info, self assessment).
Non è quindi forse la registrazione che è troppo disturbata o lo speaker che parla troppo in fretta, ma siamo noi che dobbiamo allenare il nostro orecchio e le abilità di ascoltare, per salire sul giusto treno!
-
Denise Furlan
View all postsInsegnante di lingua inglese alla Scuola Primaria e formatrice specialista in TEFL





