Passa al contenuto principale

Lingua autentica e compiti di realtà

Utilizzare la lingua con scopo comunicativo: la proposta del nuovo testo “Super Friends”

| Denise Furlan | , | Tempo di lettura: 3 min.
Condividi

Lo scopo di qualsiasi studentessa e studente che si approcci all’acquisizione di una lingua è la comunicazione. Ogni parola che apprendiamo, ogni espressione che gioiosamente riusciamo a cogliere da un discorso, ci serve per garantire uno scambio comunicativo, per fornire e ricevere informazioni su un dato argomento. Questo aspetto dovrebbe essere ben tenuto a mente da ciascuna e ciascun insegnante nel momento della progettazione di una lezione di lingua, in modo che non diventi un mero trasferimento di parole, ma una ragione in più per volerle usare!

Nel momento della predisposizione di percorsi di lingua per le più piccole e i più piccoli, talvolta non è semplice trovare delle proposte per rendere la lingua un po’ più reale e utile: il livello di lingua è ancora base e le studentesse e gli studenti sono molto giovani, cercano il gioco e, nonostante le loro capacità di “captare” una nuova lingua siano molto elevate, sembra che la produzione tardi ad arrivare. Ed è effettivamente così! Parla la scienza: si tratta della fase silente dell’apprendimento di una lingua, la fase in cui bambine e bambini ampliano e rafforzano il proprio vocabolario passivo, acquisendo gradualmente una comprensione degli enunciati orali in lingua, inizialmente in modo globale e poi via via più precisa, pur non essendo ancora in grado di produrre parole o frasi.

C’è da tenere a mente, inoltre, che il nostro cervello, soprattutto quando si tratta di competenze linguistiche produttive, funziona un po’ a risparmio: se non mi serve, non lo faccio. Nel caso di bambine e bambini, in cui la motivazione nell’apprendimento delle lingue non è spesso legata a obiettivi più grandi come potrebbe essere per gli adulti (prepararsi ad un esame di lingua, fare un viaggio…) dobbiamo essere noi insegnanti a dimostrare che parlare, o scrivere in inglese in quel momento… è utile (e possibilmente anche divertente!).

La nuova proposta editoriale “Super Friends” progetta le varie unità di apprendimento proprio in quest’ottica: utilità e divertimento, attraverso il progetto Pen Friends. Di che si tratta? Ogni unità didattica prevede al termine una proposta di un vero e proprio compito di realtà! Attraverso esercizi via via sempre meno guidati, bambine e bambini sono accompagnati verso la scrittura di una lettera da inviare poi a dei compagni di altre scuole. Le lettere permettono ai bambini di raccontare di sé, con gli strumenti acquisiti durante le varie unità di apprendimento, ma anche di ricevere una risposta, e instaurare quindi una conversazione reale con bambine e bambini della stessa età. L’importanza di questo percorso si riassume nella sua utilità, ma anche nella costruzione di un percorso in cui i bambini da soli potranno autovalutare i propri progressi, scoprendo come le conoscenze piano piano crescono e permettono di aggiungere sempre un pezzetto in più a quella che è la meraviglia di riuscire a comunicare!

Rivedi l’incontro formativo dedicato a Super Friends del 3 aprile: link.

Condividi questo articolo:


Ultimi articoli


One-Two-Three, listen… please!
Scritto da Denise Furlan |
| ,
Speaking ideas
Scritto da Denise Furlan |
| ,
Are you paying attention?
Scritto da Denise Furlan |
| ,
Strategie di Role Play nella lezione di inglese 
Scritto da Denise Furlan |
| ,
Il tempo dell’estate, il tempo delle opportunità
Scritto da Denise Furlan |
| ,
Let’s CLlL with Hello World!
Scritto da Denise Furlan |
| ,